Blog / Category: News

Show Side Panel

Osvaldo Moi: un catalogo d’arte a cura di Marco Piovanotto

Nov 11 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   0   |   Posted in News

L’arte di Osvaldo Moi incontra l’eccellenza della fotografia con Marco Piovanotto nella realizzazione del catalogo “Osvaldo Moi” edito da Skira 2 Marco Piovanotto, oggi affermato fotografo, inizia la nostra intervista raccontandosi “ io non ho iniziato facendo il fotografo anche se la passione per la fotografia l’ho sempre avuta sin da piccolo.  Sono laureato in ingegneria e ho lavorato nel settore per diversi anni fino al 2004 però ho sempre mantenuto la passione per la fotografia. Attraverso una serie di incontri sono entrato nel mondo della fotografia professionale. Ho sempre lavorato nel settore della fotografia giornalistica, oggi anche se ci lavoro molto meno rispetto agli anni passati.  Mi sono specializzato nei cataloghi, come quello di Osvaldo, nella fotografia artistica, a quella sui set. Sono cresciuto con l’esperienza. A volte mi sono chiesto perché Osvaldo avesse deciso di chiedere proprio a me tutto ciò. Ci siamo incrociati in occasione di un evento del principe Emanuele Filiberto.  Lui aveva portato una delle sue opere ad un evento dove era presente il principe e da lì abbiamo iniziato a scambiarci delle idee.  Oggi è rimasto un buon rapporto al di là di quello lavorativo.  Ho seguito con piacere la realizzazione del catalogo di Osvaldo che mi ha permesso di vedere tutto ciò che aveva realizzato in modo dettagliato. Ho conosciuto lui insieme alle sue opere. Di lui avevo una visione offuscata, lo avevo visto in divisa e poi l’ho ritrovato all’inaugurazione di Venaria Reale restaurata e questo mi ha davvero disorientato. Solo successivamente sono riuscito a mettere insieme tutti i pezzi che avevo”. 1   Per Piovanotto la fotografia purtroppo oggi ha subito un imbarbarimento dovuto ai mezzi digitali. L’uomo per sua natura si abitua a quello che vede e la gente quando vede delle foto scattate da un professionista rimane sorpresa. Ogni giorno, attraverso questi milioni di scatti, si perde il senso dell’immagine, della tecnica. Ci sono dei canoni da rispettare, l’inquadratura, il taglio, meglio si fa meno si lavora sulla foto. Occorre cogliere il senso della fotografia, l’importanza della luce è indispensabile. È un artigianato e poi se attraverso la fotografia riesci ad essere unico e comunicativo e innovato allora sei un artista. Se riesci a trasmettere sentimenti ed emozioni hai reso la foto qualcosa di straordinaria. Quando ha iniziato a lavorare al catalogo ciò che lo ha colpito è stato un impatto comunicativo molto forte, forme e volume colori sono estremizzati sempre. Colgono l’attenzione in modo inevitabile di chi le guarda. Le escargot sono colorate in modo accese e tu non puoi non notarle. Secondo me, prosegue Marco, “è un surrealista, un dualismo vivente: un iperrealismo che è una peculiarità che attrae l’osservatore. Tu vuoi cercare di capire la sua opera, un percorso metaforico tra il suo immaginario e l’espressione  comunicativa. La sua caratteristica che lo identifica come artista. In questo passaggio dal congedo all’arte lui è rinato. Quando lo conobbi, seppur all’inizio della sua carriera da artista  era nel pieno dello spazio della sua arte.  Mentre facevamo lo shooting alle varie opere,  lui ogni tanto preparava delle ottime prelibatezze quindi direi anche un ottimo cuoco. Ho deciso di accettare la sua richiesta perché mi piacevano le sue opere, ho capito cosa volesse la plasticità i colori e quindi ho trovato il modo tecnico per renderle al meglio. Un opera che doveva avere un impatto visivo così che le luci potessero riflettere sulle superfici così da far ad esempio emergere i gusci dalle immagini. Ottiche decentrate per mettere a fuoco solo un dettaglio e questo ha valorizzato l’opera stessa per la valorizzazione della particolarità. Se dovessi definirlo con tre aggettivi direi: duale eclettico e con una forte personalità   Osvaldo Moi offre con il suo catalogo la possibilità di viversi le opere in modo diverso, anche attraverso la critica curata da  Martina Corgnati. La sua vita, la sua passione per l’arte, il suo estro creativo si raccontano in questa pagine che diventano per te lettore una fonte inesauribile di spunti per cogliere l’essenza di quest’artista. Un racconto visivo attraverso gli scatti di Marco Piovanotto, maestro in questo settore che ha colto la necessità di far emergere le opere dal catalogo. È come se tu le osservassi a misura realistica percependo un oggetto comunicativo nella forme e nel materiale.    

Torino: commemorazione caduti di Nassiriya

Oct 30 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   0   |   Posted in News

monumento-ai-caduti-di-nassirya-osvaldo-moi-15 Il 2 novembre presso Piazza d’Armi a  Torino ci sarà la commemorazione ai caduti di Nassiriya. Un eccidio che continua ad echeggiare nelle nostre menti, un ricordo per comunicare che il 12 novembre 2003 alle ore 8.40 ora italiana, 12 carabinieri, 5 militari dell’esercito italiano, e 2 civili hanno perso la vita a causa di un attentato. Impegnati nella missione peace keeping a seguito della seconda guerra del Golfo, per portare sostegno ad una popolazione devastata e dare un aiuto alla ricostruzione. Le nostre forze armate impegnate sempre in prima linea a sostegno delle azioni umanitarie dimostrano la loro umanità e professionalità. con la morte di questi 19 soldati italiani e 9 iracheni non si può  e non si deve dimenticare un gesto così codardo. Loro non erano lì per combattere nessuna guerra ma per ricostruire la pace a fianco del popolo iracheno. Una cerimonia che vuole ricordare il sacrificio dei nostri soldati e sottolineare l’impegno e il rischio che tutti i giorni corrono anche in missione di pace. Quando accade l’attentato di Nassiriya Osvaldo Moi ci racconta che era già a Sarajevo e, considerando il periodo piuttosto difficile che si viveva,  aveva posto negli studi Striscia la Notizia, alle spalle dei conduttori, un tapiro con i colori della pace. Erano trascorsi 5 mesi dall’esporre quel tapiro quando gli Americani hanno invaso l’Iraq dal Kuwait. “Mi sentii profondamente coinvolto in quell’attentato, sia come militare ma anche perché da poco avevo perso mio fratello, mia sorella e mio padre, pensavo ai loro familiari che avrebbero appreso questa notizia e al loro stato d’animo. Quando si parte in missione tutti noi abbiamo fatto ai nostri cari la stessa promessa di ritornare presto, questi 19 soldati non l’hanno potuta mantenere” ci racconta Osvaldo. 2687   “Fu così che iniziai a scolpire per dare il mio contributo personale attraverso una scultura: ho pensato il difficile dolore dei parenti e mi sono sentito chiamato in causa per dare una testimonianza concreta di ciò che sentivo. Fu davvero un impresa difficile portarla in Italia: partii e arrivai fino a Spalato in Italia dove mi imbarcai fino ad Ancona. Da lì la caricai su due macchine per raggiungere Torino. Nel frattempo inviai 4000 mail ad enti ed istituzioni ai quali comunicavo la mia disponibilità a donare quest’opera in ricordo dei caduti di Nassiriya. Nel frattempo scrissi alla consulta filatelica per creare un francobollo. Ricevetti risposta da Novara e nel 27 novembre 2014 fu esposta l’opera. Nel frattempo il sindaco Chiamparino di Torino mi aveva convocato per darmi disponibilità solo se avessi trovato un terreno dove posizionarla, adiacente il suolo comunale ed accessibile alla popolazione. Grazie al Generale Cravarezza e al Generale Novelli, ebbi a disposizione uno spazio del terreno militare di Piazza d’Armi adiacente il suolo comunale e il 6 gennaio 2016 fu inaugurato. Il terzo monumento fu invece sistemato a Pienenza (TO) il 18 aprile 2019”.   monumento-ai-caduti-di-nassirya-osvaldo-moi-4monumento-ai-caduti-di-nassirya-osvaldo-moi-8   L’opera, una scultura in legno di rovere dei Balcani, un materiale duro e semplice dove Moi ha dato vita ai 19 soldati, l’uno accanto all’altro uniti per la missione in cui credevano.  Non hanno occhi, ne’ bocca né mani, loro ora guardano dal cielo i loro cari e da lì continuano a proteggerli. Le loro mani erano lo strumento per aiutare a ricostruire la pace, la loro era la presenza di chi voleva affiancare un popolo per la rinascita. Ricordare vuol dire anche onorare perché hanno sacrificato la loro vita in nome di ciò in cui credevano. Una scultura che dà presenza concreta di questi soldati, come fossero proprio lì a guardarti a testimoniare l’impegno delle forze dell’ordine italiane.  Se l’osservi con attenzione sembrano animarsi e tornare a vivere, ogni familiare può ritrovare il suo caro in una delle figure scolpite. Un impatto visivo forte, concreto, deciso che evidenzia anche il dolore al quale Osvaldo si è associato come militare e come italiano. Un dolore che comunica il desiderio di far sì che il sacrificio dei nostri 19 soldati sia sempre ricordato e rappresenti per ogni generazione l’alto valore che porta con sé.   Moi cita l’attimo su una targa in bronzo alla base del monumento “UNITI E SMARRITI, ANIME STRAPPATE ALLA TERRA IN PARTENZA VERSO IL CIELO”.   monumento-ai-caduti-di-nassirya-osvaldo-moi-14    

Premio Leo Awards 2019 a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Oct 28 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   0   |   Posted in News

patrizia_sandretto_re_rebaudengo_en_madrid_en_2017   Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ha ricevuto il 21 ottobre a New York il prestigioso premio Leo Awards 2019 dall’Indipendent Curators International. Il suo lavoro e il suo impegno nella promozione e dell’educazione all’arte contemporanea è stato evidenziato attraverso quest’importante riconoscimento.  Una donna che ha sempre sostenuto l’arte e continua a farlo con passione e dedizione. Un plauso ad una donna contemporanea che ha saputo far emergere in modo predominante la sua cultura nel campo artistico e non solo, circondandosi di artisti conosciuti e non.

La ritrattistica di Osvaldo Moi: Maurizio Di Maggio

Oct 23 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   0   |   Posted in News

Osvaldo Moi è un’ artista poliedrico capace di rivelare emozioni e sensazioni attraverso ogni dettaglio delle sue opere. Il ritratto è un’arte che gli appartiene, ogni volto con l’espressione dei suoi occhi, diventa realistico e somigliante quanto una foto al soggetto. Il tratto è deciso e marcato per evidenziare quei lineamenti o particolari che rendono un viso particolarmente unico. Maurizio Di Maggio è stato omaggiato di un suo ritratto. Osvaldo si racconta “ nella ricerca di un calore negli occhi e nella bocca di chi sto per rappresentare, è solo attraverso gli occhi che scruti l’anima e attraverso la loro profondità scopri la personalità . il quadro si realizza nella sua migliore bellezza quando lo sguardo è sincero e rilassato. La luce del ritratto si sprigiona dallo sguardo che attraverso la matita diventa attivo, in movimento”.   maurizio-di-maggio Un ritratto è l’immagine di sé attraverso gli occhi di chi lo realizza e la sapiente bravura delle sue mani nel definirlo e farlo somigliante alla realtà. Un ritratto è quello specchio in cui non ti stanchi di guardarti dove inizi a guardare dettagli che a te potevano sembrare difetti. Difetti che diventano caratteristiche dominanti di un volto e lo identificano come unico e speciale. Il tratto della matita su un semplice foglio bianco realizza un capolavoro. E come Osvaldo sottolinea gli occhi si animano e la bocca sembra parlare seppur tutto è immutabile su quel foglio. Guardare un ritratto è svelare un po’ dell’animo di chi è raffigurato, una cartolina di sé di un momento di gioia o dolore che non è lo scatto di una fotografia. Le tue emozioni filtrano mediante le mani dell’artista che ti disegna e realizza quanto tu trasmetti.   maurizio-di-maggio1

Maurizio Di Maggio: vi racconto Osvaldo Moi

Oct 13 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   1   |   Posted in News

Maurizio Di Maggio, voce storica di Radio Montecarlo, ci racconta il suo incontro con Osvaldo Moi. Chi è Maurizio Di Maggio? È disck jockey  che ha cominciato la sua carriera con le radio private  ad Ivrea in provincia di Torino e ha proseguito arrivando a radio Montecarlo.  Da qui, da più di 30 anni, racconta le sue storie su i suoi  viaggi le sue esperienze in giro per il mondo e non solo. Come descriverebbe l’arte di Osvaldo Moi? Osvaldo riesce ad essere riflessivo, creativo in un modo eccellente; lui che ha visto la guerra riesce a trovare il bello delle cose. Riflessivo creativo pieno d’esperienza, realizza un’arte molto immediata, semplice intuitiva. La serie delle escargots  ad esempio è basata su uno scherzo  e per quello ti colpisce e attrae. Ben realizzata con capacità e grande maestria.   Come ha conosciuto Osvaldo Moi? Osvaldo Moi è un ascoltatore: quando ha iniziato a raccontarmi la sua storia da elicotterista la sua esperienza mi ha intrigato. Molto spesso è stato protagonista del mio story telling radiofonico perché  ha tanto da raccontare con le sue missioni in giro per il mondo come militare. Ci siamo incontrati in varie occasioni di manifestazioni benefiche come per il premio da assegnare ai partecipanti dello star team for the Children del Principe Alberto di Monaco. moi1 moi2 moi3   Le iniziative organizzate dal principe Alberto di Monaco con lo scopo di aiutare l’infanzia sono : World Stars Football March-Stade Louis II, Monaco, 3 trofei di football, 2 trofei di golf- World Stars Golf Charity Tournament e due trofei di sci e uno di go cart sulla neve- World Stars Ski. In questa breve intervista riusciamo a cogliere dalle parole di Maurizio Di Maggio come l’arte realizzata da Osvaldo sia una comunicazione costante delle sue esperienze. Un’elaborazione che non rimane confinata nel suo mondo interiore ma che riesce a trasmettersi a coloro che osservano ed ammirano. Seppur senza la presunzione di diventare oggetto impenetrabile nei pensieri dell’artista che l’ha realizzata. Avverti, attraverso le parole di Di Maggio, quanto l’esperienza anche lavorativa incide sul racconto della realizzazioni. Potrebbe sembrare un paradosso, ma proprio lui riesce a portare alla luce la naturale bellezza delle sue rappresentazioni, nonostante sia sempre stato un uomo impegnato professionalmente in campo militare. Un animo forte e gentile che vuol essere mostra dinanzi al mondo delle bellezze che gli occhi possono ammirare, spunto riflessivo personale perché l’arte di Moi è ironica ed immediata ma altrettanto significativa per esprimere il suo concetto a chi la sta non semplicemente ammirando bensì vivendo. moi8moi6moi5

Sabine Uhdris e le opere di Osvaldo Moi

Oct 05 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   0   |   Posted in News

Sabine Uhdris, un nome internazionale del design, presso la sua galleria LOSTUDIO ospiterà Osvaldo Moi con le sue opere. sabine-uhdris5

Sabine Uhdris si racconta

Sabine Uhdris nata a Berlino studia presso la Parsons School of Design di New York. Il design diventa parte della sua vita: dal prodotto, al paesaggio, alla grafica. Studia all’università delle Arti Applicate di Vienna nella master class per l’interior design di mobili con il professore Johannes Spalt.  Nel 1983 si stabilisce in Italia come designer freelance  fino al 2012, con progetti e collaborazioni che la rendono nota a livello internazionale.  Poi decide di tornare in Germania e di creare LOSTUDIO.  Un progetto per mostre temporanee per artisti provenienti da tutto il mondo e per ogni campo artistico spaziando dalla fotografia, all’arte, alla moda alla scultura. Un’ambientazione speciale di uno spazio espositivo dove il motto “dagli amici per gli amici” evoca la convivialità del luogo per creare familiarità con l’arte.   sabine-uhdris1          sabine-uhdris2             sabine-uhdris4  

Sabine Uhdris e l'arte

Sabine racconta  “sono sempre stata immersa nell’arte a partire dai miei primi studi posso dire che la mia formazione mi ha reso coinvolta a 360 gradi in questo settore. Per me una galleria d’arte ha un ruolo culturale che si diversifica a seconda della città in cui di trova: la Germania prima del secondo conflitto mondiale rivestiva un ruolo importante per l’arte, la musica, il teatro e la letteratura. Oggi è un paese fortemente industrializzato e io ho voluto ricreare un modello di galleria dove incontrarsi per parlare, conoscersi e condividere esperienze. La mia non è una galleria comune: in questo spazio del 1776 del tardo barocco,  offro spazi per leggere, per parlare ricordando  i grandi maestri a Parigi che si incontravano nei loro salotti. Non solo muri per appendere opere ma uno spazi da vivere” è la sua riflessione sul ruolo di una galleria d’arte. Aggiunge poi: ”come diceva Aristotele è molto importante avere delle cose belle da vedere e sentire per nutrire l’anima…..  questo è il mio ruolo  in questa galleria. Sono una conservatrice, i giovani lavorano nel digitale e l’arte si definisce diversamente. Noi siamo a parlare di tele, dipinti ad olio, fotografia analogica, scultura di materiali vivi. Il mondo dell’arte è anche evoluzione  ma con la speranza di poter sempre portare l’arte al popolo e non solo all’elite.  

La conoscenza con Osvaldo Moi

E alla domanda  su come ha conosciuto Osvaldo Moi,  mi racconta di averlo” incontrato” su Instagram  e poi conosciuto personalmente durante un viaggio in Germania dell’artista per vedere la galleria. “Quello che mi piace di Osvaldo  è la sua energia: emerge dalla sua realtà professionale e artistica. La sua vita raccontata nelle sculture che realizza. Il suo estro artistico denota la volontà di emergere, deve solo trovare l’equilibrio per restare in una storia, in un materiale o in un pensiero……. apprezzo molto di lui la sua umiltà”.  

Osvaldo Moi al nuovo showroom Charming Maison

Sep 26 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   0   |   Posted in News

Sabato 28 settembre dalle ore 17.30 presso Charming Maison nel nuovo show room di Alba si terrà il cocktail di inaugurazione. Osvaldo Moi sarà presente con le sue opere: Il Riccio, il Corridore, e i quadri delle escargots.   charming8             charming2           charming3     Occasione di divulgazione del concetto associato di arte e arredamento. La valorizzazione dello spazio attraverso la scelta di arredi che rendono performante lo spazio abitativo alle esigenze del cliente e l’arte come integrazione per una definizione totale dell’estetica dell’ambiente stesso.     charming           charming1         charming4      charming6

Arte, api e natura in Apiario D’Autore

Sep 25 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   0   |   Posted in News

a L’ingegnere Mauro Rutto ha ideato il progetto Apiario d’Autore nato per creare una sinergia artistica con la natura, in modo particolare con il mondo delle api. Delle arnie rivisitate in chiave creativa per trasformarle in oggetto d’arte che sarà poi ridefinito dagli agenti atmosferici prima di essere messo all’asta. Lo scopo è quello della valorizzazione dell’ape da miele, il rispetto della natura la valorizzazione dei progetti ecosostenibili. Apiario d’Autore ha visto protagonista Osvaldo Moi con la realizzazione di un ape tridimensionale, curata nei dettagli della creazione ma anche nei suoi colori. Sembra fondersi con la natura circostanza. La sua passione per il rispetto e la valorizzazione della natura si evince attraverso questo progetto proprio come in Artisti Dentro. Stesso soggetto, un’ape che nella sua semplicità d’insetto racchiude mille caratteristiche che la rendono unica e speciale. Una realtà che è un valido approccio per i bambini ma anche per gli adulti. Un connubio perfetto tra arte, genialità, natura: ciò che è già di per sé bello viene valorizzato dalle sapienti mani di artisti, e non solo, per renderlo integrato nell’ambiente. Api da ammirare nel loro instancabile lavoro, arte da valorizzare e rendere un valore aggiunto a quelle casette così preziose. a4a5                   Come ha conosciuto Osvaldo Moi? Osvaldo Moi l’ho conosciuto avendo delle amicizia in comune. Gli ho illustrato il progetto e lui subito con entusiasmo e grande attenzione ha realizzato la sua opere.   Cosa rende interessante la sua arte? Oltre alla persona di Osvaldo sono stato incuriosito dalle sue opere tridimensionali come il riccio di mare e le escargots. Anche per l’opera dell’Apiario d’Autore è stato uno dei  pochi   a realizzare una scultura così piena di dettagli!   api   Da cosa nasce Apiario d’Autore? Apiario d’Autore nasce da una mia idea nel 2018: riuscire a rendere le arnie uniche nel loro genere……ma in che modo? Utilizzare l’arte tramite gli artisti, ma chi sono gli artisti? Sono coloro che hanno estro, bravura particolare ed unicità! A fine gennaio ho deciso di iniziare a scrivere il contest ed è nato Apiario d’Autore! Un gruppo di artisti a sostegno del’ambiente per sensibilizzare il grande pubblico al mondo delle api attraverso l’arte. Il progetto è rivolto a tutti gli amanti dell’arte e della natura, a chi ama i prodotti genuini, a chi è consapevole dell’importanza che rivestono le attività ecocompatibili per la difesa della natura. Pensato per rendere uniche non solo le arnie, impreziosite grazie alle tecniche grafiche e pittoriche degli artisti coinvolti, ma punta sull’importanza delle api come indicatori della qualità dell’ambiente e per la continuità delle risorse alimentari del pianeta attraverso l’impollinazione e la produzione di miele. Fatto per integrare nel paesaggio delle opere d’arte e per dare più importanza a queste casette di legno disseminate nel territorio. Ho volto coinvolgere come artisti: una bambina autistica, una ragazza di colore nata senza braccia e dipinge con i piedi, architetti, artisti affermati: Osvaldo Moi, Giovanna Giacchetti, Carlo Bacci, ecc Per il primo Apiario d’Autore il tema è stato il colore motivo per il quale ho creato un frontale celebrativo per la ricorrenza del centenario del Bauhaus e ho scelto Johannes Itten con la sua opera: sfera a 12 toni con 7 sfumature. Il fine dell’Apiario è l’asta che si effettua l’anno dopo: con il ricavato si realizzano dei corsi nelle scuole, creare dei bee hotel e piantumazione di sementi adatte alle api e altri insetti impollinatori.   a1a2a3

Artisti Dentro e l’arte di Osvaldo Moi

Sep 18 2019   |   By: rosaria-di-prata   |   1   |   Posted in News

artisti-dentro Anche quest’anno Osvaldo Moi partecipa al progetto Artisti dentro Onlus. Abbiamo realizzato un intervista alla presidente dell’Associazione Sibyl von der  Schulenburg che ha illustrato in modo esaustivo mission e attività realizzate per rendere il carcere un affaccio sul mondo dell’arte.     Chi è Sibyl von der Schulenburg Me lo chiedo spesso, ma non trovo una risposta esaustiva. Di certo sono un’anima eclettica, interessata sempre a progredire in qualsiasi cosa faccia, competitiva, curiosa e spesso in bilico sul filo teso tra emozione e ragione. All’atto pratico, sono dirigente d’azienda, scrittrice e presidente di un’associazione di volontariato, sono dunque produttiva, creativa e talvolta oltremodo ottimista. Figlia di due scrittori, sono stata cresciuta con un concetto di cultura ben chiaro e non relegato a teoria, ma praticato giornalmente. Artisti dentro Onlus: qual è la mission dell’associazione e da dove nasce l’idea di dar vita a questo progetto La mission di Artisti Dentro Onlus è la promozione di arte e cultura in carcere, prevalentemente negli istituti italiani. Diversamente dalla gran parte di associazioni che si muovono in ambito carcerario, noi agiamo prevalentemente restando all’esterno e ciò ci consente di raggiungere, potenzialmente, qualsiasi detenuto. Abbiamo scelto lo strumento del concorso a premi poiché ci permette di smuovere alcune energie bloccate nei detenuti; riusciamo a raggiungere persone isolate, chiuse in celle minuscole, e stimolare un poco la loro motivazione attraverso la competizione, fino a tirare fuori la loro creatività, la forza che li aiuterà a realizzare il cambiamento necessario al recupero sociale. L’idea è nata combinando i miei due indirizzi di studio, giurisprudenza e psicologia. Non perdo mai di vista che ogni detenuto è anzitutto un essere umano in condizione di fragilità psicologica e mi riferisco all’articolo 27 della nostra Costituzione per quanto riguarda il diritto al recupero sociale.  L’associazione è stata fondata da imprenditori con l’obiettivo di contribuire a ridurre l’altissimo tasso di recidiva che in Italia si attesta attorno al 75% contro il 17% di un carcere modello come Bollate. Il carcere diventa così luogo di divulgazione culturale, quanto i detenuti apprezzano queste attività? Noi offriamo una finestra sull’arte, convinti che sia uno dei veicoli di cultura; l’altro è lo studio, lo strumento principe per combattere la criminalità, soprattutto quella organizzata.Dai detenuti, ma anche da molti educatori, riceviamo parole di ringraziamento, qualcuno (un detenuto in un carcere di massima sicurezza) dice di essere stato salvato dai nostri progetti. Il gradimento dei detenuti è testimoniato anche dal fatto che quasi tutti si firmano con il nome anagrafico (pochissimi sono quelli che usano pseudonimi) poiché vogliono dimostrare di essere anche in grado di fare qualcosa di bello e sono fieri di vedersi pubblicati nella nostra antologia annuale. Considerando anche le precedenti edizioni che riscontro ha potuto evincere dalla realizzazione di quest’ iniziativa I nostri grafici statistici dimostrano una crescita rapidissima. Ognuno dei nostri progetti ha un particolare punto di forza, maè“Pittori Dentro”, il concorso di mail-art, che registra ogni anno il maggior aumento di partecipanti poiché la pittura è un linguaggio universale, alla portata di tutti, anche dei non italofoni che nelle nostre carceri sono sempre di più. “Scrittori Dentro” e “Cuochi Dentro” crescono più lentamente in quanto il tasso di scolarità tra i delinquenti comuni è generalmente molto basso. Tirando le somme, possiamo dire di aver raggiunto ottimi risultati in termini di partecipazioni (nel 2019 hanno partecipato detenuti da 66 istituti di pena italiani e uno filippino) e, sulla base delle opere pervenute, possiamo anche verificare che il livello della qualità, in generale, è molto cresciuto. Quali saranno i luoghi protagonisti di quest’iniziativa? I luoghi principali sono le carceri dove gli artefatti nascono. All’esterno ci preoccupiamo di dare visibilità agli “artisti”: attraverso la pubblicazione per scrittori, poeti, rapper e cuochi che inviano le loro ricette; per i pittori organizziamo mostre d’arte, collettive di mail-art a cui partecipano centinaia di autori detenuti. Quest’anno abbiamo in calendario la Mostra Galeotta 2019 a Matera (24 sett./06 ott.), quindi la Mostra Galeotta nel quadro di Bookcity a Milano (15 nov.) e, se avrò ancora energie, saremo a Venezia a dicembre. Osvaldo Moi è parte del gruppo di artisti  che per beneficenza sostengono l’iniziativa, qual è il suo parere in merito alle opere da lui realizzate?   Il progetto “Pittori Dentro” è stato affiancato da “Artisti Fuori”, un gruppo di pittori, scultori, architetti, fotografi e, in genere, creatori di arte visuale che offrono le loro opere di mail-art a sostegno dei nostri progetti. Si tratta di artisti affermati, personaggi che si muovono nel mondo concorrenziale dell’arte libera, eppure hanno una spiccata sensibilità per le sofferenze di chi è condannato a vivere in prigionia, a prescindere dal reato commesso. Osvaldo Moi è parte di questo gruppo sin dalla sua costituzione e credo di vedere nelle sue opere di mail-art la forza espressiva che trovo in quelle dei detenuti. Attraverso le sue opere, Osvaldo trasmette un’idea filosofica di perimetro interiore molto ampio, la condizione di qualcuno che sia sfuggito alla sua caverna socratica. Sembra solcare i cieli dell’immaginazione senza perdere il contatto con la terra e in questo differisce dalla maggior parte di artisti, inoltre si confronta con il piccolo spazio di una cartolina imprimendovi un messaggio ben chiaro: l’urlo di qualcuno che non chiede di essere interpretato ma pretende di essere ascoltato. Questa concretezza creativa di Osvaldo Moi lo rende unico tra gli artisti liberi che sostengono la nostra iniziativa, ma lo accomuna ­– in un certo senso – ad alcuni dei reclusi che usano la pittura per raccontare storie di vita vissuta: voci potenti che non restano inaudite.   moi   moi1             La partecipazione di Osvaldo Moi sottolinea la sua sensibilità e desiderio di rendere l’arte che gli appartiene patrimonio da condividere. La realizzazione della cartolina raffigurante l’ape fa riemergere un tema ambientalista a lui caro, in quanto partecipe anche ad un altro evento " Apiarioautore". Un progetto seguito ed ideato dall’ingegnere Mauro Rutto. Impegno sociale e ambientalistico che percorrono la strada parallela dell’arte, dove una creazione conduce a delle iniziative con finalità benefiche. La comunicazione dell’opera di Osvaldo Moi è definita nei dettagli della sua tridimensionalità, con cura per la scelta dei colori che rendono l’ape dipinta molto realistica.         sisi1si2si3